Adolescenti Italiani: troppi integratori, poca Dieta Mediterranea

Uno studio congiunto Università di Firenze e EduAli-Mediterranean Food Science rivela carenze alimentari e uso improprio di integratori tra i giovani sportivi

Cosa mangiano davvero gli adolescenti italiani? E perché un numero crescente di giovanissimi sportivi si affida a integratori, spesso senza alcuna supervisione medica? A queste domande risponde il nuovo studio appena pubblicato su Nutrients e condotto dal Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze in collaborazione con il gruppo di educazione alimentare EduAli™ – Valori Aziendali / Mediterranean Food Science.

Una squadra multidisciplinare per indagare le abitudini dei giovani

Lo studio, realizzato nel 2024, porta la firma di Sofia Lotti, Marta Tristan Asensi, Donato Cretì, Erika Mollo, Armando Sarti, Francesco Sciattella, Monica Dinu, Barbara Colombini, Luigi Rizzo e Francesco Sofi. L’indagine ha coinvolto 83 studenti del primo anno di sei licei scientifici sportivi di Firenze, con l’obiettivo di analizzare i comportamenti alimentari, l’attività fisica e l’utilizzo di integratori.

Obiettivi e metodo: non solo questionari, ma educazione

Il progetto EduAli, ideato per promuovere la consapevolezza alimentare tra i più giovani, non si è limitato alla semplice somministrazione di questionari: ha costruito un vero e proprio percorso educativo, concreto e multidisciplinare, capace di parlare il linguaggio degli adolescenti. Con il sostegno della Città Metropolitana di Firenze, il programma ha coinvolto sei licei sportivi del territorio in un ciclo di sei lezioni incentrate su temi fondamentali per la salute individuale e collettiva: l’alimentazione equilibrata, la sostenibilità ambientale delle scelte alimentari, la sicurezza degli alimenti e persino l’analisi sensoriale come strumento per conoscere e riconoscere la qualità del cibo.

Non si è trattato di lezioni frontali tradizionali, ma di momenti dinamici, costruiti con metodologie attive, in cui i ragazzi hanno potuto riflettere sul proprio stile di vita e confrontarsi con esperti. Al termine di ogni modulo, i partecipanti hanno compilato una batteria di strumenti validati a livello internazionale per indagare i vari aspetti della loro quotidianità.

Tra questi, l’International Physical Activity Questionnaire (IPAQ), che ha permesso di mappare i livelli di attività fisica in modo dettagliato, distinguendo tra sport praticato, movimento nei trasporti quotidiani, attività domestiche e tempo libero.

A ciò si è aggiunto un questionario sull’uso di integratori, pensato non solo per rilevare le abitudini di consumo, ma anche per comprendere le motivazioni e le fonti informative che guidano le scelte dei ragazzi.

Per approfondire l’aspetto alimentare, è stato utilizzato il Food Frequency Questionnaire (FFQ), uno strumento capace di restituire una fotografia precisa della dieta abituale, rilevando frequenza e quantità di assunzione dei principali gruppi alimentari.

Infine, il test Medi-Lite ha fornito una misura oggettiva del livello di adesione alla Dieta Mediterranea, modello alimentare di riferimento per la salute secondo l’OMS.

Tutti i questionari sono stati compilati in forma anonima e gestiti attraverso un sistema codificato che ha garantito la tracciabilità dei dati senza compromettere la privacy dei partecipanti. L’intero progetto è stato condotto nel pieno rispetto delle norme etiche internazionali, con l’approvazione del Comitato Etico dell’Università di Firenze.

EduAli si configura così come un modello virtuoso di educazione nutrizionale applicata: non una semplice indagine scolastica, ma un laboratorio di consapevolezza dove formazione ed evidenza scientifica si incontrano per costruire le basi di una cultura alimentare solida, critica e condivisa.

I numeri che preoccupano: integratori usati da 6 ragazzi su 10

Il dato più allarmante è che il 61,4% degli adolescenti ha fatto uso di integratori nell’ultimo anno. E tra questi, quasi un terzo (27,7%) li assume senza alcun consiglio medico.

I più utilizzati? Sali minerali (56,6%) e vitamine (54,2%), con una preferenza per magnesio, potassio, vitamina D e vitamina C. Ma compaiono anche melatonina, proteine, bevande energetiche e persino creatina.

Un altro dato interessante riguarda il tipo di sport: chi pratica discipline individuali (come nuoto, ginnastica, corsa) ricorre più spesso agli integratori rispetto a chi pratica sport di squadra. La creatina, ad esempio, è usata nel 7% dei casi da chi fa sport individuali, contro lo 0% negli sport di gruppo.

La Dieta Mediterranea? Poco seguita, e spesso ignorata

Nonostante i ragazzi frequentino licei sportivi e abbiano ricevuto un’educazione specifica, i risultati della Medi-Lite mostrano una bassa aderenza alla Dieta Mediterranea, con un punteggio medio di appena 7,6 su 16.

L’analisi quantitativa mostra importanti carenze:

  • Frutta consumata 2,2 volte in meno rispetto alle raccomandazioni
  • Verdure 4,1 volte in meno
  • Legumi 1,9 volte in meno
  • Pesce 2,5 volte in meno
  • Olio d’oliva 3,7 volte in meno

Eccessi? Sì, e marcati: carne rossa +3,7 volte, salumi +2,5 volte rispetto alle linee guida CREA.

Educare meglio per nutrire meglio

Educare meglio per nutrire meglio significa riconoscere che gli adolescenti italiani, anche quelli impegnati nello sport, spesso seguono un’alimentazione inadeguata e fanno uso eccessivo di integratori, spesso senza una reale necessità né una supervisione medica. Il problema non è solo individuale, ma riguarda un’intera rete educativa ancora fragile e discontinua, in cui manca una formazione alimentare diffusa, costante e supportata da basi scientifiche solide.

I ricercatori sottolineano l’urgenza di introdurre nelle scuole programmi strutturati sull’alimentazione e sull’uso consapevole degli integratori, coinvolgendo attivamente anche docenti, allenatori e famiglie in questo percorso formativo.

È fondamentale che gli ambienti scolastici e sportivi promuovano una cultura del benessere in cui l’educazione alimentare sia valorizzata tanto quanto l’attività fisica.

Proprio in questa direzione si muove il metodo EduAli, con l’obiettivo di accompagnare i giovani attraverso un percorso di conoscenza, esperienza e consapevolezza che li aiuti a compiere scelte responsabili e orientate alla salute.

Le voci del progetto: dichiarazioni dal gruppo EduAli

Al termine dello studio, alcuni dei protagonisti del progetto EduAli hanno condiviso le proprie riflessioni e proposte concrete per il futuro dell’educazione alimentare tra i giovani.

Donato Cretì (Chimico aromatiere, fondatore del programma EduAli): “Desidero esprimere un sincero ringraziamento al Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze per l’eccellente lavoro svolto, con rigore scientifico e sensibilità educativa. Questo studio segna un punto di svolta e aprirà con ogni probabilità la strada a nuove ricerche in un ambito oggi più che mai centrale: l’alimentazione dei giovani. Un tema di attualità pressante, che merita attenzione urgente da parte di istituzioni, educatori e famiglie. Il nostro impegno non si ferma alla pubblicazione. Continueremo a portare l’educazione alimentare nelle scuole, nei centri sportivi e nei contesti familiari, perché è proprio lì, nella quotidianità dei ragazzi, che si gioca la vera partita per il futuro della salute e del benessere delle nuove generazioni.”

Erika Mollo (Dietista e docente EduAli): “È emerso chiaramente quanto i ragazzi siano disorientati di fronte all’offerta di integratori e alle mode alimentari. Il nostro compito è restituire loro strumenti critici e pratici per orientarsi, sia a scuola che nello sport.”

Armando Sarti (Medico e docente EduAli): “Serve una sinergia più stretta tra scuola, medicina dello sport e famiglie. Il rischio non è solo quello di assumere prodotti inutili, ma di sviluppare abitudini che favoriscono squilibri metabolici anche seri.”

Francesco Sciattella (Agronomo e docente EduAli): “Lavorando con gli studenti in aula ho visto quanto sono curiosi e ricettivi. Ma per far germogliare la consapevolezza servono continuità e linguaggi adatti alla loro età: per questo i percorsi come EduAli sono così importanti.”

Luigi Rizzo (Coordinatore Valori Aziendali – MFS): “Questa ricerca rafforza l’idea che la cultura del cibo debba essere al centro della formazione, non solo per la salute ma per costruire cittadini consapevoli. La scienza deve uscire dai laboratori e parlare ai ragazzi.”

Ci auguriamo che questo processo virtuoso, nato dall’incontro tra ricerca scientifica e didattica attiva, possa presto estendersi alle scuole di ogni ordine e grado. Offrire agli studenti strumenti concreti per comprendere il valore dell’alimentazione e della salute significa investire nel loro futuro, ma anche nella costruzione di una società più consapevole, responsabile e resiliente.

L’auspicio è che progetti come EduAli diventino parte integrante dei percorsi formativi in tutta Italia, contribuendo a formare cittadini informati, capaci di scegliere con intelligenza e di prendersi cura di sé e del mondo che li circonda.

Link all’articolo originale

Il lavoro completo è disponibile in open access sulla rivista Nutrients:  https://www.mdpi.com/2072-6643/17/13/2213

 

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