A volte le idee migliori germogliano nei momenti più difficili.
Era il 2020, in piena pandemia, quando l’intuizione di un’educazione alimentare nuova, più viva, trasversale e sensoriale cominciava a mettere radici nella mente e nel cuore di chi oggi dà vita a EduAli.
E oggi, con orgoglio e gratitudine, quella stessa idea è tornata a fiorire nel verde della campagna toscana, nella suggestiva cornice dell’Antico Ristoro Le Colombaie a San Miniato, dove si è tenuto un incontro intenso, conviviale, brillante. Una giornata di condivisione e rilancio, per guardare avanti con determinazione.
Il 3 maggio 2025 si è celebrato molto più di un bilancio: si è respirato il senso pieno di un progetto che da “programma educativo” si è trasformato in un “metodo”, in una visione culturale, in un laboratorio civico.
Lo ha detto in apertura Donato Cretì, ideatore e coordinatore del progetto: «EduAli è diventato per molti di noi anche un percorso personale di crescita come educatori. È tempo di pensare in grande. Il nostro obiettivo è semplice e ambizioso: migliorare la vita delle nuove generazioni».
E proprio questo spirito ha guidato la giornata, dove relazioni, proposte, numeri e riflessioni si sono alternati con grande vivacità.
A prendere la parola sono stati molti dei protagonisti attivi sul campo. Sofia Lotti ha raccontato l’entusiasmo degli studenti durante le attività sensoriali, con le eco dell’analisi dell’olio e del formaggio fatta da Donato che ha acceso curiosità e stupore. Ha lanciato anche l’idea di usare strumenti visivi, come zollette di zucchero, per rendere visivamente più tangibile il contenuto di saccarosio degli alimenti.
Erika Mollo ha sottolineato l’impatto positivo delle sue lezioni sull’alimentazione sportiva, legata agli orari di gara e allenamento: «È fondamentale dare continuità a queste attività pratiche, che parlano il linguaggio quotidiano degli studenti».
Francesco Sciattella, in collegamento da remoto per l’intera giornata, ha rilanciato il tema della co-progettazione con i docenti scolastici: anticipare i contenuti EduAli per integrare le lezioni nei piani didattici annuali. Si è inoltre incaricato di mappare i programmi ministeriali per facilitare l’inserimento dei temi EduAli in modo sistemico.
Armando Sarti, con lucidità analitica, ha presentato i primi risultati dei questionari somministrati agli studenti. I dati, sorprendenti e preoccupanti, rivelano abitudini alimentari fortemente sbilanciate: pasta, affettati, McDonald’s e patatine sono preferenze dominanti, mentre verdure, legumi e pesce risultano quasi del tutto assenti. Questo ha rafforzato nel gruppo la convinzione che la formula di EduAli sia necessaria, urgente, strategica.
Dal confronto è emersa con forza l’esigenza di uscire dal modello “esperto in aula” e puntare su una formazione capillare dei docenti di ruolo, che potranno poi integrare i contenuti del metodo EduAli nei loro insegnamenti curricolari: educazione fisica, scienze naturali, materie umanistiche.
Un esempio? Parlare di alimentazione pre-gara nelle ore di Scienze Motorie, o di microbiota nelle lezioni di biologia.
Il sogno di rendere EduAli una materia trasversale e strutturata si fa così più vicino. E la proposta di una legge regionale per l’Educazione Alimentare è già in cantiere grazie all’attenzione della Giunta Regionale della Toscana.
Donato ha presentato un ventaglio di uscite didattiche proposte dai docenti: mulini che producono grani antichi, pastifici storici, orti bioattivi, serre idroponiche e fattorie didattiche. Realtà che uniscono cultura produttiva e sostenibilità. La risposta dei docenti delle scuole partner è stata positiva e incoraggiante.
Ma non solo. La forza del metodo EduAli, fondato su scienza, senso critico, sensorialità ed etica, si prepara ora a varcare i confini scolastici. Nel 2026, infatti, si prevede l’esportazione dell’esperienza anche in altre realtà sociali, come ad esempio quella in corso di definizione con la Comunità Emmanuel di Lecce, dove si aprono prospettive educative per adolescenti e adulti in condizioni di fragilità o marginalità. L’alimentazione come strumento di riscatto, cura e rinascita.
Grande attenzione è stata data alla comunicazione: Claudio Mollo, con la sua esperienza trentennale nel mondo del gusto, ha sottolineato l’importanza di coinvolgere genitori e insegnanti nel ripensare la propria alimentazione: «Dobbiamo chiederci: noi cosa cerchiamo nel cibo?». Solo così si può spezzare la catena di miti e pregiudizi trasmessi ai giovani.
Erika ha osservato che il sito EduAli, nella sua forma attuale, è più adatto a un pubblico adulto e femminile. Occorre trovare nuovi linguaggi per coinvolgere i ragazzi. Da qui la proposta di Donato di ispirarsi al modello Geopop, con video divulgativi rapidi e visivamente potenti, e quella di Francesco di realizzare poster, quiz, micro-video per raccontare la filiera alimentare “dal campo alla tavola”.
Il portale EduAli si arricchirà presto di oltre 300 ricette, molte già elaborate da Erika, Emanuela, Ambretta e Donato.
Armando ed Erika hanno proposto di aggiungere a ciascuna un “warning funzionale”, ovvero un’indicazione scientifica: “antinfiammatorio”, “protettivo cardiovascolare”, “ricco di fibre prebiotiche”.
Una vera rivoluzione che sposta il focus dalla caloria alla qualità molecolare dell’alimento, superando il vecchio schema “dieta=grammi”.
Il gruppo ha definito alcune priorità:
Il Manifesto di EduAli è stato il faro che ha guidato anche questo incontro. Un documento che parla di etica, conoscenza, sostenibilità, salute pubblica, cultura alimentare come bene comune. EduAli non è solo un progetto: è un cambiamento di paradigma. Un’iniezione di coscienza nella scuola e nella società.
E se la scuola è il primo luogo dove si coltivano le abitudini del domani, allora EduAli è la radice di un futuro più sano, giusto e consapevole.