Chi ha inventato la Dieta Mediterranea?

Si potrebbe rispondere: nessuno, la Dieta Mediterranea esiste da millenni! Tuttavia, una domanda più appropriata potrebbe essere: Chi ha scoperto la Dieta Mediterranea?

Infatti, esiste una figura centrale nella storia recente a cui si deve il merito di averla identificata, studiata e diffusa come modello nutrizionale e culturale. Grazie al suo lavoro, oggi la Dieta Mediterranea è riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Ancel Keys, il pioniere della Dieta Mediterranea

Il biologo e fisiologo statunitense Ancel Benjamin Keys (1904-2004) è unanimemente riconosciuto come il “padre” della Dieta Mediterranea. La sua carriera scientifica si è snodata attraverso studi pionieristici sul rapporto tra alimentazione e malattie cardiovascolari. Negli anni ’50, Keys si trasferì a Pioppi (SA), un piccolo borgo di pescatori nel Cilento, dove visse per oltre 40 anni insieme alla moglie Margaret. Questo luogo, che egli ribattezzò poeticamente “Minnella” unendo Minneapolis, sua città natale, e Elea, un’antica città della Magna Grecia, divenne il cuore delle sue ricerche.

 

La scoperta di uno stile alimentare sano

Keys si interessò alla Dieta Mediterranea in un periodo storico segnato dalla Seconda Guerra Mondiale, quando ebbe l’opportunità di confrontare lo stile di vita e la salute cardiovascolare degli italiani con quella degli americani. Notò che, nonostante la scarsità di risorse, la popolazione italiana, soprattutto quella delle aree rurali del Cilento, soffriva meno di malattie cardiache rispetto agli statunitensi, che consumavano diete più ricche di grassi saturi derivanti da burro, carni rosse e latticini.

I pasti degli abitanti di Pioppi si basavano su alimenti semplici e accessibili: pasta, verdure fresche, legumi, pesce, frutta e olio extravergine di oliva come principale fonte di grassi. Questo modello alimentare, povero di grassi saturi e ricco di antiossidanti e fibre, si rivelò un elisir di lunga vita.

Il Seven Countries Study: una rivoluzione scientifica

Per confermare le sue intuizioni, Keys progettò un ambizioso studio epidemiologico: il Seven Countries Study (SCS). Questo studio, iniziato nel 1958, fu il primo a indagare sistematicamente il legame tra dieta, stile di vita e malattie cardiovascolari. Coinvolse oltre 12.000 individui di età compresa tra i 40 e i 59 anni in sette paesi di tre continenti: Finlandia, Olanda, Jugoslavia, Grecia, Italia, Stati Uniti e Giappone. Le scelte di questi paesi non furono casuali: rappresentavano un’ampia varietà di diete, stili di vita e incidenze di malattie cardiovascolari.

I risultati furono straordinari. In Italia, e in particolare nel Cilento, Keys trovò un’incidenza significativamente più bassa di cardiopatie ischemiche rispetto, ad esempio, alla Finlandia, dove l’alimentazione era ricca di grassi saturi. Lo studio dimostrò in modo inconfutabile che una dieta basata su grassi insaturi (come l’olio di oliva) e alimenti di origine vegetale riduceva il rischio di malattie cardiovascolari.

La Dieta Mediterranea come modello globale

Il lavoro di Keys non solo ha rivoluzionato la scienza della nutrizione, ma ha anche influenzato profondamente la cultura alimentare mondiale. Grazie alla sua opera divulgativa, tra cui il libro “Eat Well and Stay Well”, scritto con la moglie Margaret, la Dieta Mediterranea è diventata un simbolo di salute e benessere. Ancora oggi è studiata approfonditamente ed è considerata un modello nutrizionale ideale, non solo per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, ma anche per il suo contributo alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione delle tradizioni locali.

Un’eredità culturale e scientifica

Nel 2010, la Dieta Mediterranea è stata ufficialmente riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Questo riconoscimento non è solo un tributo alla cultura alimentare dei paesi del bacino del Mediterraneo, ma anche un omaggio alla visione di Keys. A Pioppi, il Museo Vivente della Dieta Mediterranea celebra la sua eredità, mantenendo viva la memoria del suo lavoro e del suo amore per il Cilento.
La Dieta Mediterranea non è un’invenzione recente, ma una riscoperta di antiche tradizioni alimentari che affondano le radici in millenni di storia che senza l’intuizione e il rigore scientifico di Ancel Keys, probabilmente oggi non sarebbe riconosciuta come uno dei modelli alimentari più salutari e sostenibili al mondo.
Il suo lascito va oltre la scienza: è un invito a riscoprire la semplicità, la convivialità e il rispetto per la terra che ci nutre.

Fonti:

 

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