Piccole e Grandi Innovazioni nella Coltura dell’ulivo e nella produzione dell’Olio Evo – Parte 4 di 4

Congelare l’olio extravergine di oliva è come mettere in pausa un film nel suo momento più intenso. Il tempo si ferma, e con esso restano sospesi aromi, freschezza e virtù salutari. Anche dopo mesi – o perfino anni – basta scongelarlo, come premere “play”, per ritrovarlo identico a com’era: profumato, vivo, integro. È un gesto semplice, ma straordinariamente efficace, per custodire l’essenza dell’olio nuovo. E la scienza lo conferma.

segue da 3 di 4

Come Arrestare l’Invecchiamento dell’Olio Extravergine di Oliva

La risposta arriva dal freddo, e più precisamente dalla congelazione.
Potrebbe sembrare il classico “uovo di Colombo” e, in effetti, qualcuno ci aveva già pensato in passato. Ma i primi tentativi commerciali, realizzati con oli di scarsa qualità e senza una preparazione adeguata alla conservazione sottozero, si rivelarono un clamoroso fallimento.
Una volta scongelato, quell’olio irrancidiva nel giro di poche ore.

Oggi sappiamo che, con un’attenta selezione delle cultivar, una buona conoscenza della composizione dell’olio, dei fattori che ne determinano la naturale degradazione e l’applicazione di metodi di pretrattamento (rigorosamente fisici) prima della congelazione, è possibile ottenere oli che resistono nel freezer a -18 °C anche per diversi anni.

Non esiste ancora una casistica ufficiale a livello statistico, ma posso portare la mia esperienza personale, validata anche da uno studio condotto in collaborazione con l’Università di Firenze.
Nel mio freezer ci sono oli “vecchi” di oltre dieci anni, eppure, se degustati accanto a quelli freschi dell’anno in corso, risultano indistinguibili per fragranza e gusto.
Alcuni estimatori hanno già fatto propria questa pratica, che io personalmente adotto da più di 30 anni. I miei amici sono ormai abituati a mangiare la bruschetta con olio nuovo non solo in novembre, ma anche a maggio e in pieno agosto.

Ho battezzato questo olio:

crio-olio extravergine d’oliva

Una volta individuato l’olio giusto e preparato correttamente, basta riporlo nel congelatore: lì può rimanere per anni.

Gli scettici pongono spesso domande legittime:
“Ma la bottiglia non si rompe nel freezer?”
“E quando lo scongeli, non va subito a male?”
“Sicuro che non aggiungi niente? Antiossidanti, aromi…?”

Sono dubbi comprensibili, legati a pregiudizi radicati. E ogni volta devo spiegare che il freddo è, per cuochi e industria, il miglior metodo di conservazione naturale, senza l’aggiunta di alcun additivo.

È vero che non tutti gli alimenti si prestano al congelamento. Alcuni, come verdure o carni, essendo costituiti da cellule ricche d’acqua, rischiano di danneggiarsi a causa della formazione di grandi cristalli di ghiaccio, che rompono le pareti cellulari.
Nel caso delle verdure, questo significa perdita di croccantezza; nel caso di carni o polpi, invece, può persino risultare utile, ammorbidendone la struttura.

Ma l’olio non è acqua: non contiene cellule, né, salvo minimi residui, umidità. Al contrario dell’acqua, l’olio non aumenta di volume quando congela, ma subisce una leggera contrazione. Quindi non si rompono né molecole né contenitori, e non è necessario un congelamento rapido come avviene, ad esempio, con gli abbattitori o i tunnel ad azoto liquido.

Nel caso dell’olio extravergine di oliva, il freddo rallenta enormemente, si può dire che blocchi, ogni processo degenerativo: dalla perdita delle componenti volatili responsabili del profumo, all’ossidazione dei polifenoli, che garantiscono gusto e proprietà salutistiche.
Il risultato è un prodotto che, una volta riportato a temperatura ambiente, ritorna identico a come era al momento della frangitura, pronto a gratificare olfatto e palato.

E non è solo l’aroma a conservarsi: anche le proprietà nutrizionali e farmacologiche restano intatte. Non è un caso se oggi sempre più dietologi, dietisti e nutrizionisti si interessano al potenziale del crio-olio.

Al termine della stagione di frangitura, faccio il mio solito giro tra le colline toscane, e quando posso anche in Sicilia, in Puglia, in Umbria, o perfino in Trentino, per scegliere gli oli che più mi colpiscono per tipicità, flavour e contenuto in polifenoli. Se soddisfano i miei criteri, me li faccio imbottigliare e li ripongo nel congelatore, accanto ai surgelati di casa.

Ogni tre settimane, in media, consumo una bottiglia di olio extravergine d’oliva a crudo. Al mattino la tiro fuori, l’avvolgo in un panno carta e per l’ora di cena è perfettamente scongelata (una bottiglia da 500 ml si decongela a temperatura ambiente in circa 5 ore).

E così, anche dopo anni, il prezioso “oro giallo”, spesso verde, mi regala le stesse emozioni sensoriali che mi aveva suscitato al momento della sua frangitura.
Provare per credere!

Lo studio descritto in questo articolo pubblicato dalla prestigiosa Elsevier, ha analizzato l’effetto della congelazione (-23 °C) sulla qualità dell’olio extravergine d’oliva (EVOO) rispetto alla conservazione a temperatura ambiente fino a 18 mesi.
I risultati hanno mostrato che gli oli congelati mantengono più a lungo la stabilità dei composti fenolici e del profilo aromatico, evitando l’idrolisi dei secoiridoidi e l’aumento di composti responsabili di difetti olfattivi. Gli oli a temperatura ambiente hanno mostrato un degrado fenolico già dopo 3 mesi, mentre i congelati hanno conservato qualità superiori anche dopo 18 mesi. Questo suggerisce che la congelazione è una strategia efficace per preservare nel tempo le proprietà nutrizionali e sensoriali dell’EVOO. https://doi.org/10.1016/j.foodres.2013.03.052.

Bibliografia

  • Il germoplasmo Toscano dell’Ulivo: Razze e Varietà Locali
  • Museo della Civiltà dell’Ulivo di Trevi. Sezione Didattica a cura di Corinna Angelucci.
  • Il germoplasma olivicolo del campo collezione del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. Pubblicazione del 2016.
  • L’olio extravergine di oliva tipico marchigiano, Regione Marche, testi a cura del prof. Ugo Testa.
  • Archeologia Senza Barriere, I Profumi degli etruschi, Capitolo 3.1.1.3 (L’olio).
  • UELIJE II – OLIO D’OLIVA, Il simbolo della qualità nell’area transfrontaliera, Progetto cofinanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera
    Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.
  • Guida agli Extravergini 2021, Slow Food Editore
  • Plinio il Vecchio (Gaio Secondo Plinio) – Storia Naturale – Vol. III, Libro quindicesimo “L’olivo e gli alberi da frutto” – Einaudi – Collana: I Millenni – Serie: Mondo antico
  • Archeo Media, agosto 2006, Mediares S.c. Editore: Trevi: I profumi di Cipro. Olio d’oliva e fascino dell’isola di Afrodite nel 2000 a.C.
  • Università degli studi di Trento, Facolta di lettere e Filosofia – I torchi per la pressatura delle olive. I ritrovamenti nel territorio di Dougga. Tesi Laurea di Romano E. Lanfranchi, anno accademico 2003-2004.
  • Aristotele – La Costituzione degli Ateniesi. Traduzione di Mario Bruselli. Edizioni Bur, maggio 1999. Capitolo 60, pag. 173.
  • N. Mulinacci, F. Ieri, G. Ignesti, A. Romani, M. Michelozzi, D. Creti, M. Innocenti, L. Calamai, “The freezing process helps to preserve the quality of extra virgin olive oil over time: A case study up to 18months”, Food Research International,
    Volume 54, Issue 2, 2013, Pages 2008-2015, ISSN 0963-9969, https://doi.org/10.1016/j.foodres.2013.03.052.
error: Il contenuto è protetto da copyright. I contenuti di questo sito sono protetti da copyright. La riproduzione o diffusione anche parziale è vietata senza il consenso dell’Editore. Per richieste o autorizzazioni: donato.creti@medfoodscience.com