L’olio d’oliva ha conosciuto il proprio “rinascimento” a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando lo sviluppo di nuovi materiali e l’introduzione di tecniche innovative hanno impresso, in pochi decenni, una ripida impennata alla curva di miglioramento del prodotto finito, fino a portarne la qualità sensoriale e nutrizionale ai livelli che oggi tutti conosciamo e apprezziamo nell’Olio Extravergine di Oliva.
L’evoluzione dell’olivo non ha mai conosciuto veri limiti. E nonostante tutta la tecnologia con cui oggi viene prodotto, l’olio extravergine d’oliva rimane, nell’immaginario collettivo, un alimento profondamente legato alla tradizione.
Una tradizione che, tuttavia, cammina al passo con l’evoluzione. Perché qualcosa di nuovo può sempre accadere: 6.000 anni di storia dell’olivo ce l’hanno dimostrato.
E di fatto, negli ultimi 80 anni, qualcosa di nuovo è davvero accaduto!
Dapprima, l’avvento della FEM (Forza Elettro Motrice) tra gli anni ’20 e ’40 del Novecento, ha trasformato il lavoro nei frantoi: motori elettrici e presse idrauliche hanno sostituito la fatica degli animali alle macine e delle braccia ai torchi, liberando energia umana e migliorando l’efficienza della lavorazione.
Poi, grazie agli studi del fisiologo americano Ancel Keys, prende forma un modello di alimentazione che affonda le sue radici nella tradizione italiana: la Dieta Mediterranea.
Keys visse a lungo nel Sud Italia, dove ebbe modo di studiare gli effetti dell’alimentazione tipica del nostro Meridione sulle cosiddette malattie moderne, ipertensione, arteriosclerosi, diabete e, in generale, tutte le patologie cardiovascolari, oggi sempre più diffuse nei Paesi occidentali e strettamente legate a un’alimentazione scorretta.
È negli anni ’70 che la Dieta Mediterranea viene riconosciuta a livello internazionale per il suo bilanciamento nutrizionale tra carboidrati, proteine e grassi, questi ultimi apportati in gran parte proprio dall’olio extravergine di oliva, che da semplice condimento diventa elemento cardine di un’alimentazione sana.
Oggi l’olio extravergine d’oliva attraversa una vera e propria fase di rinascita: nella produzione, nella diffusione, si registrano persino trapianti di ulivi in Cina, e nella crescente attenzione alla qualità, con certificazioni DOP, IGP, DOC, IGT e Bio.
È in crescita anche la conoscenza delle sue proprietà medico-curative, così come la consapevolezza delle diverse caratteristiche sensoriali che ogni cultivar o territorio riesce ad esprimere.
Perché alla fine, oltre a nutrire, e a farlo bene, l’olio extravergine d’oliva deve piacere. E piace soprattutto quando è nuovo, appena franto. Una fragranza inconfondibile che il tempo, inevitabilmente, fa svanire giorno dopo giorno, soprattutto se l’olio non viene conservato in maniera adeguata.

La storia dell’olivo accompagna l’umanità da oltre 6000 anni. Se comprimessimo questo lungo viaggio in una sola giornata di 24 ore, ogni ora rappresenterebbe 250 anni, e ogni minuto poco più di 4 anni.
In questo scenario, l’inizio della valorizzazione moderna dell’olio extravergine, risalente a circa 80 anni fa, sarebbe avvenuto attorno alle 23:45.
Solo da pochi minuti, nell’arco della sua storia millenaria, abbiamo cominciato a riscoprirne in chiave moderna il valore, la qualità e il legame profondo con la nostra cultura alimentare.